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Il Papa compie 85 anni tra due opposti fantasmi di scisma

Lunedì prossimo scade l'ultimo mese di tempo concesso dalla Santa Sede ai lefebvriani per fornire una adesione adeguata alle precondizioni poste per il loro rientro nella Chiesa cattolica, il cosiddetto «preambolo dottrinale»

| Pubblicato alle 16.00

Papa Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI

CITTÀ DEL VATICANO - Per una curiosa coincidenza del calendario, nel giorno dell'85esimo compleanno del Papa, lunedì prossimo, scade l'ultimo mese di tempo concesso dalla Santa Sede ai lefebvriani per fornire una adesione adeguata alle precondizioni poste per il loro rientro nella Chiesa cattolica (il cosiddetto «preambolo dottrinale») e la conclusione di uno scisma iniziato negli anni Ottanta. Ma non si tratta dell'unico scisma paventato in questi giorni a Benedetto XVI. Su posizioni diametralmente opposte a quelle dei tradizionalisti, in Austria, Irlanda, Belgio, Germania proseguono da mesi le richieste di gruppi di sacerdoti che, dopo lo scandalo della pedofilia del clero scoppiato nel 2010, chiedono a Roma riforme su questioni come l'obbligo di celibato, l'ordinazione delle donne e la comunione ai divorziati risposati.

Necessario un accordo dottrinale tra Vaticano e Lefebvriani - L'affaire lefebvriano, in realtà, non dovrebbe concludersi esattamente lunedì, ma qualche giorno più tardi. La fraternità sacerdotale San Pio X, infatti, non ha ancora inviato la propria risposta a Roma, sebbene sia in procinto di farlo. Il portavoce dei lefebvriani, l'abate Alain Lorans, ha puntualizzato che le «chiarificazioni» che invieranno «non modificano sostanzialmente la prima risposta» già bocciata come insufficiente dagli uomini del Papa. Da parte sua il responsabile vaticano del negoziato, mons. Guido Pozzo, presidente della pontificia commissione Ecclesia dei ha detto di attendersi che la risposta giungerà «all'inizio della prossima settimana» e la Santa Sede deciderà, poi, se riammettere o meno nella Chiesa cattolica questo gruppo scismatico da sempre critico con il Concilio vaticano II.
Benedetto XVI, che già aveva tentato di superare questo scisma quando era cardinale, ha dedicato molte energie del suo Pontificato a superare questa frattura. Appena eletto al soglio di Pietro, nell'estate del 2005, ha ricevuto il superiore, mons. Bernard Fellay, nel 2007 ha liberalizzato il messale pre-conciliare (la cosiddetta messa in latino) cara ai tradizionalisti, e nel 2009 ha revocato la scomunica in cui nel 1988 erano incorsi i quattro vescovi lefebvriani (con tanto di polemiche per le dichiarazioni negazioniste della Shoah di uno dei quattro, il britannico Richard Williamson). Per il pieno reintegro nella Chiesa cattolica, era necessario un accordo dottrinale tra Vaticano e Lefebvriani. A questo fine si sono svolti per due anni, dal 2009 al 2011, degli incontri bilaterali ospitati dal Vaticano. Conclusi, il 16 marzo, con l'ultimatum di «un mese» per correggere una prima risposta giudicata dalla Santa Sede insufficiente.

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