Cronaca

Esperti della polizia scientifica al lavoro

Emanuela Orlandi, gli esami sull'ossario proseguiranno tutta la settimana

Il corpo di De Pedis ben conservato grazie alle condizioni ambientali. Il boss della banda della Magliana, come descritto nei verbali dell'epoca, era vestito con giacca, pantaloni e scarpe blu scuro, una camicia gialla, con cravatta

| Pubblicato alle 20.11

Emanuela Orlandi, gli esami sull'ossario proseguiranno tutta la settimana

Emanuela Orlandi, gli esami sull'ossario proseguiranno tutta la settimana

ROMA - I prelievi e gli esami sui resti trovati nell'ossario della Basilica di Sant'Apollinare dagli esperti della polizia scientifica proseguiranno per tutta la settimana. Il corpo contenuto nel sarcofago aperto oggi nella Basilica di Sant'Apollinare è con certezza quello di Enrico De Pedis, detto «Renatino»: è stato identificato dalla impronte digitali, riscontro dattiloscopico che non lascia dubbi agli investigatori.

Il corpo, nella bara, era ben conservato, nonostante siano trascorsi oltre vent'anni: le condizioni ambientali ne hanno consentito una conservazione quasi perfetta. Il corpo era infatti racchiuso in un feretro di zinco, a sua volta contenuto un rivestimento in rame, e infine in un terzo di legno, il tutto tumulato in un sarcofago di marmo.
Il boss della banda della Magliana, come descritto nei verbali dell'epoca, era vestito con giacca, pantaloni e scarpe blu scuro, una camicia gialla, con cravatta. Di fronte alla cripta dove era sepolto il boss, è situata un'altra cripta murata. Sotto la navata della Basilica di Sant'Apollinare c'era infatti un cimitero nell'epoca pre napoleonica. Nel 2005, durante alcuni lavori di ristrutturazione, i resti ossei del cimitero sono stati composti in diverse cassette, disposti in questa seconda cripta, a sua volta murata. Oggi i tecnici della scientifica hanno abbattuto il muro portando alla luce oltre duecento cassette. Su questi resti saranno effettuati accertamenti tecnici: si tratta di resti risalenti alla metà dell'800, e per scrupolo, saranno esaminati, per verificare che non vi siano altri resti non compatibili con questa datazione. Gli esperti stanno quindi prelevando campioni da ogni cassetta e gli esami procederanno, verosimilmente, per tutta la settimana.

Vaticano: Positiva l'iniziativa dei giudici sulla tomba di De Pedis - Il Vaticano dà «una valutazione positiva del fatto che la magistratura abbia intrapreso tutte le iniziative affinché siano fatti i passi necessari per fare chiarezza» sul caso di Emanuela Orlandi. E' il commento del portavoce Federico Lombardi all'apertura odierna della tomba del boss della banda della Magliana Enrico «Renatino» De Pedis nella basilica di Sant'Apollinare.
La magistratura, ha dichiarato il gesuita, «può continuare a contare sulla piena collaborazione delle autorità ecclesiastiche».
«Per quanto riguarda il trasferimento della salma di De Pedis ad altro luogo, come anche è stato auspicato - ha detto Lombardi - si procederà naturalmente in accordo con i familiari e secondo i loro desideri».

Veltroni: Scoperte in bara De Pedis aprono interrogativi - «La scoperta di una cassetta contenente delle ossa nella bara di De Pedis conferma la stranezza di una simile sepoltura e apre interrogativi a cui la magistratura darà risposte». Lo ha dichiarato in una nota Walter Veltroni (Pd). «Quando, qualche settimana fa con una interrogazione parlamentare sono tornato a porre la questione e le mille domande ancora aperte il mio intento era proprio questo. Ora l'ispezione della tomba di De Pedis nella Basilica di Sant'Apollinare è il segnale di grande sensibilità e attenzione da parte della Procura alla ricerca della verità giudiziaria per il rapimento di Emanuela Orlandi. Ora è necessario andare avanti per eliminare l'anomalia della sepoltura del boss della banda della Magliana in un luogo sacro, anomalia che offende i cattolici e tutti i cittadini onesti. E andare avanti per cancellare i dubbi e il buio che sinora ha circondato il rapimento e la sorte della giovanissima Emanuela: lo dobbiamo a lei, alla sua famiglia, al nostro Paese. Per questo - ha concluso Veltroni - l'impegno della Procura e degli inquirenti è un buon segno».

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