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«Spirit» trova nuovi indizi su Marte sulla presenza d'acqua

Trovati dei solfati, associati ad attività idrotermali

«Spirit» trova nuovi indizi su Marte sulla presenza d'acqua

NEW YORK - Nuovi indizi della passata presenza di acqua sulla superficie su Marte: il rover «Spirit», nel tentativo di «fuggire» dalla zona sabbiosa in cui si trova bloccato da mesi, ha rimosso e analizzato alcuni campioni del terreno trovandovi dei solfati, minerali normalmente associati ad attività idrotermali. Come riporta il quotidiano spagnolo El Mundo, i solfati si formano nelle zone in cui sono presenti dei getti di vapore, il che implicherebbe l'effetto contemporaneo di acqua e attività vulcaniche.

La Nasa sta cercando di far uscire il rover da «Troy», un cratere nel quale era entrata nell'aprile scorso finendo impantanata nella sabbia, un terreno troppo friabile perché le ruote riescano a fare presa sufficiente; «Spirit» era già sopravvissuto un anno fa a una violenta tempesta di polvere che aveva fatto temere per le batterie solari della sonda. Nonostante qualche problema, sia «Spirit» che il gemello «Opportunity» hanno dato risultati al di là di ogni speranza: la missione esplorativa su Marte è giunta al sesto anno, ben oltre il periodo operativo inizialmente previsto che secondo i tecnici non avrebbe superato i novanta giorni.

Le missioni fin qui lanciate verso Marte hanno finalmente accertato che l'ipotesi dei geologi, ovvero che il Pianeta Rosso abbia in passato ospitato degli oceani, è corretta: rimane appunto da vedere se tale situazione sia durata abbastanza a lungo da permettere lo sviluppo di forme di vita unicellulari, che potrebbero avere lasciato delle tracce fossili.

La massa del pianeta è infatti troppo esigua per trattenere un'atmosfera significativa, e temperatura e pressione atmosferica sono dunque attualmente troppo basse per permettere la formazione di H2O in forma liquida alla superficie (il ghiaccio è possibile, ma sublima direttamente in vapore di ghiaccio, rilevato dalle sonde orbitanti). E' tuttavia possibile che sotto la superficie, dove pressione e temperatura sono maggiori, possano essere rimaste delle sacche di acqua in grado di aver conservato anche forme di vita elementari.

Diario del Web
venerdì 4 dicembre 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA

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