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NEW YORK - Gli Stati Uniti non sono più il luogo dove realizzare il sogno americano, o almeno non lo è l'Arizona. Non lo è per oltre 100.000 latinoamericani, per la maggioranza messicani, che hanno già lasciato o lasceranno lo stato prima del 29 luglio, quando entrerà in vigore la controversa legge che permetterà alla polizia di fermare qualsiasi persona sospettata di essere un immigrato irregolare.
E' quanto emerge da una stima di Cnn, che ha raccolto le testimonianze del personale di scuole, ospedali e istituzioni pubbliche, secondo cui il numero di latinoamericani che si rivolgono loro è calato in modo drastico.
Sebbene non si sappia ancora quale effetto pratico avrà la legge e il governo federale cerchi di far fare marcia indietro al governo dell'Arizona (ha anche avviato un'azione legale), migliaia di latinos hanno deciso di non correre il rischio e stanno cambiando stato. E a partire non sono solo gli immigrati irregolari, ma anche quelli che sono in regola con i documenti: questi ultimi non temerebbero la deportazione, ma che la legge fomenti il clima di intolleranza già esistente e aumenti i rischi di discriminazione razziale.
«In un solo mese, 70 studenti della Balsz Elementary School hanno cancellato l'iscrizione. Andranno in una scuola di un altro stato dove si sentiranno più benvenuti», ha commentato Jeffrey Smith, sovraintendente scolastico distrettuale. Timori anche per le possibili ricadute negative sull'economia: la camera di commercio della comunità latinoamericana lamenta un netto calo dei consumi.
«Se fossi stato da solo, avrei provato a rimanere. Ma ho una famiglia e devo trovare un posto dover poter vivere con più libertà», dice Juan Carlos Cruz, che ha lavora in Arizona da vent'anni e non ha mai ottenuto il permesso di soggiorno. «Il clima è diventato insopportabile».
APCOM | Diario del Web
Giovedì 22 luglio 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA
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