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BOLOGNA - È l´Emilia-Romagna la regione più accogliente in Italia. E, tra le province, il primato spetta a Parma. A dirlo è il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) che ha diffuso ieri il settimo Rapporto sugli indici di integrazione degli immigrati in Italia.
L´Emilia-Romagna, con 60,82 punti su una scala da 1 a 100, si posiziona al primo posto della classifica assoluta per l´inserimento sociale degli immigrati, determinata dalla sintesi di diversi indicatori. Seguono il Friuli Venezia Giulia (59,29), la Lombardia e il Lazio (57), il Veneto (55,04), il Trentino-Alto Adige (54,48) e la Toscana (50,42). In coda Abruzzo (38,24 punti), Puglia (37,36) e Sardegna (32,65).
Le misurazioni del Cnel prendono in considerazione il grado di inserimento socio-occupazionale degli immigrati a livello territoriale per determinare il potenziale di integrazione di ciascuna regione e provincia italiana. A questo indicatore ne è stato aggiunto un altro riguardante l’integrazione per collettività, allo scopo di accertare sia il livello di inserimento lavorativo sia il grado di coinvolgimento nella criminalità.
«Il rapporto evidenzia la qualità del lavoro che stiamo facendo in Emilia-Romagna, regione al primo posto in assoluto nel Paese, con eccellenze per inserimento scolastico, formazione delle famiglie, accesso alla cittadinanza», ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, sottolineando come «la nostra realtà è multietnica e richiede dunque politiche sempre più aperte all’integrazione sociale ed economica e fondate sull’eguaglianza e sul rispetto dei diritti democratici e di libertà».
«Dobbiamo fare molto di più su questa strada - ha aggiunto Errani - penso ai temi dell’economia, dell’inserimento lavorativo, dell’effettiva parità di trattamento e di opportunità sul lavoro e nella società, con una specifica attenzione all’apprendimento dell’italiano e alle condizioni di vita delle donne immigrate. Così come è indispensabile - ha concluso il presidente della Regione - cambiare e adeguare la normativa nazionale, a cominciare dalla legge Bossi-Fini che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza ed inefficacia».
Anche a livello provinciale l’eccellenza si conferma sul territorio regionale. Oltre al primo posto della provincia di Parma, si contano ancora, tra le prime dieci posizioni, altre due province emiliano-romagnole: Reggio Emilia al secondo posto, Modena al decimo.
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Mercoledì 14 luglio 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA
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