ROMA - «Serve una pianificazione seria della risorsa acqua che consenta di rientrare negli obiettivi prescritti per legge, ovvero la conservazione del ‘buono stato ecologico’ di questa fondamentale risorsa naturale che ne garantisca l’«uso plurimo», sia per i prioritari usi civili come la distribuzione dell’acqua potabile, sia per gli usi agricoli e industriali.» Questa è la vera priorità per il paese segnalata dal WWF Italia.
Invece, da una parte si ha fretta di privatizzare e dall’altra l’Italia non sta facendo nulla per seguire le direttive europee per la corretta gestione dell’acqua, come la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, la cui mancata applicazione è già costata al nostro Paese la condanna della Corte di Giustizia.
Sarebbe meglio concentrarsi su obiettivi ben più importanti, come il miglioramento della qualità delle acque, visto che in Italia oltre 29.600.000 italiani, ovvero più della metà, non sono adeguatamente serviti da un sistema completo di depurazione dell’acqua, contro i circa 27 milioni che invece lo sono (dati «Gruppo 183. Difesa del suolo e delle risorse idriche»).
Redazione (CS)
venerdì 20 novembre 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA
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