Milano, 18 Settembre 2007 - «O Alitalia rivede le proprie scelte, puntando a rilanciare l'hub di Malpensa, oppure Malpensa deve attrezzarsi per diventare realmente un hub senza Alitalia», è l'alternativa che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nella sua relazione di apertura del dibattito sulla vicenda Alitalia in Consiglio regionale, ha evidenziato.
Non certo per difendere un interesse locale, ma un interesse di tutto il Nord
e di tutto il Paese, dal momento che il bacino di riferimento di Malpensa, con
20 milioni di cittadini e 2 milioni di imprese, rappresenta quasi il 40% del
totale italiano, e rischia di subire un danno stimato dallo studio Ambrosetti
in 15 miliardi di euro.
Da qui l'invito alle forze politiche regionali a «convergere il più possibile, anche
sulla scia del documento unitario approvato dal Consiglio nello scorso ottobre in
una presa di posizione e nel sostenere la ricerca di soluzioni valide».
Formigoni nel suo intervento ha incalzato innanzitutto Governo e Alitalia. Ha
parlato del fatto che Alitalia ha «sbagliato a non credere a Malpensa, la
cui crescita è documentata dal costante aumento del traffico aereo», ha compiuto
e compie «scelte irrazionali e rinunciatarie».
Ma ora, almeno, «deve dare comunicazione ufficiale chiara e completa a riguardo
delle decisioni annunciate di sopprimere le rotte intercontinentali su Malpensa:
chiediamo ad Alitalia almeno la certezza della comunicazione delle proprie intenzioni,
perché l'incertezza aggiunge danno al danno già gravissimo che il suo piano irrazionale
reca a se stessa e al Paese».
E proprio domani Formigoni incontrerà a Roma l'amministratore delegato di Alitalia,
Maurizio Prato, dopo che l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele
Cattaneo, ha incontrato il direttore generale della compagnia, Giancarlo Schisano.
Al Governo Formigoni ha «suonato la sveglia». «Chiedo che il Governo nella
sua ufficialità, cioé nella sua collegialità come Consiglio dei ministri, o con
una dichiarazione del presidente del Consiglio, esprima la propria posizione. Credo
che la posizione corretta sia di negare il consenso al piano di Alitalia
e spingere la compagnia a cambiare. Ma fosse anche la posizione opposta, da noi
non condivisa, sarebbe meglio del silenzio assordante che dura da troppo
tempo», a fronte di singole, e pur autorevoli e «ragionevoli» dichiarazioni di ministri
o esponenti del centro sinistra (Rutelli, Di Pietro, Bersani, Veltroni) che
hanno indicato la necessità di due hub in Italia».
«Ma è questa la posizione del Governo? Per esempio il ministro dei Trasporti,
Alessandro Bianchi, ha detto esattamente il contrario», ha ricordato Formigoni,
che ha ribadito di aver chiesto al Governo di esercitare quella che è una sua facoltà,
e cioé di /B> per discutere di una materia di importanza strategica per la nostra
Regione.
Formigoni ha anche chiesto con forza di rivedere il «sistema protezionistico»
degli slot e delle rotte («se Alitalia cancella rotte intercontinentali non
dovrebbe poterne tenere congelata per sé l'attribuzione o declassarle a voli corto
o cortissimo raggio»).
In ogni caso «le regole europee e il Titolo V della Costituzione italiana assegnano
alle Regioni un potere concorrente in materia aeroportuale e di traffico aereo:
la Lombardia vuole partecipare alla formazione delle decisioni, già a partire dalle
imminenti scadenze di ottobre».
Sul piatto Formigoni mette la disponibilità a «ragionare del ruolo di Linate,
non certo per una drastica riduzione ma per una razionalizzazione». Ha parlato di
Malpensa e Linate come «un cuor solo e un'anima sola», lo scalo varesino come hub
e quello milanese come city-airport. E mette anche l'azione che la Regione ha già
iniziato per esplorare la possibilità di Malpensa come hub internazionale senza
Alitalia.
«Abbiamo il dovere - ha spiegato - di denunciare l'irrazionalità delle scelte di
Alitalia che danneggia se stessa e i nostri territori e il dovere di richiamare
le responsabilità del Governo nazionale che è contemporaneamente azionista di
Alitalia e regolatore del sistema su questo. Ma abbiamo anche il dovere, e dobbiamo
avere l'orgoglio e la forza, di immaginare la costruzione di condizioni diverse,
di una Malpensa che continui a crescere e svilupparsi anche senza Alitalia».
«Bisogna essere realisti», ha chiarito subito Formigoni. Il presidente ha sottolineato
che non è impresa facile immaginare un hub senza la compagnia di bandiera
che ne faccia appunto il suo perno e che non è semplice sostituire una compagnia
nazionale (e 150 rotte) in un sistema come l'attuale.
E tuttavia il lavoro è in corso. Le ipotesi sul tappeto sono due. La prima, «quella
di una grande compagnia di respiro mondiale che accetti di fare di Malpensa
un suo secondo hub» (ed Air France «non sembra affatto avere questa strategia»).
La seconda: «una nuova società, partecipata da una grande compagnia in grado
di portare mezzi e know how e, per il 51%, da grandi investitori».
Formigoni ha chiarito che Regione Lombardia non entrerà affatto in tale società
(«nemmeno con un euro»). Quello che la Regione esercita è un ruolo di promozione
e di regia. E due grandi investitori internazionali hanno già segnalato il loro
interesse.
E nella sua opera di promozione e regia, la Regione prosegue sia il dialogo con
tutti i presidenti delle Province, sia il lavoro per realizzare a breve, nei prossimi
giorni, l'incontro dei presidenti delle Regioni del Nord (a Roma o Milano),
già sottoscrittori di un documento unitario nello scorso novembre e l'incontro
con le forze economiche, sociali e sindacali, in vista di una presa di posizione
unitaria.
Redazione (CS)
giovedì 20 settembre 2007© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright 2010 © PETRA. Diario del Web è un aggregatore di notizie generato automaticamente. La fornitura dei contenuti è a cura di APCOM TM news S.p.A.. Tutti i diritti sono riservati. 0,2031s.
Commenti